Dottor Zanardi Giovanni

Sport e salute

PERCHÉ  È FACILE RIPRENDERE I CHILI PERSI

Perché per molte persone , una volta perso peso, è così difficile mantenere i  risultati raggiunti?
Uno dei meccanismi implicati riguarda la fisiologica regolazione del bilancio  energetico. Quando riduciamo  l’apporto energetico, l’organismo attiva una risposta che tende a ripristinare l’equilibrio energetico e di conseguenza a riportare il peso corporeo al valore iniziale, aumentando l’appetito e riducendo il metabolismo basale.  Durante dieta la leptina prodotta dal tessuto adiposo si riduce segnalando al cervello il deficit energetico e la grelina prodotta dallo stomaco aumenta l’appetito . A livello cerebrale , questi ormoni e altre sostanze prodotte dall’intestino, inducono modificazioni che si traducono in una riduzione del metabolismo basale e quindi nella tendenza al recupero del peso perso.

Un altro meccanismo riguarda i  circuiti cerebrali delle emozioni, della ricompensa, e della motivazione. Attraverso studi eseguiti con la risonanza magnetica si è visto che coloro che hanno perso peso continuano ad essere attratti da cibi particolarmente appetibili e le aree cerebrali coinvolte sono quelle della ricompensa, della motivazione e dell’attenzione al cibo.

Un terzo fattore che contribuisce a spiegare il motivo per cui si tende a recuperare peso è rappresentato  dal fatto che una dieta troppo drastica con apporto proteico quantitativamente e qualitativamente scorretto , aggravata dall’assenza di adeguata attività fisica (muoversi fa sempre bene, ma in funzione dimagrante è fondamentale la prescrizione di un programma di attività fisica ben calcolato ed il  successivo monitoraggio dei risultati), conduce alla perdita di massa magra, cioè  la parte del nostro organismo che consuma più calorie . Più massa magra si perde e più facilmente si recupera il peso perso . Per questo motivo è di fondamentale importanza controllare durante il processo di dimagrimento le variazioni della massa grassa e della massa magra ( con metodo impedenziometrico o plicometrico) per arrivare al peso desiderato con un calo selettivo sulla massa grassa, il mantenimento della massa magra ed un  incremento del metabolismo basale.  A quel punto uno dei fattori che influisce sul recupero del peso sarà annullato ed avremo un “più facile” ( nessun metodo dietetico può “garantirlo”) mantenimento del peso perso. A questo proposito la dieta aminoacidico-normoproteica costituisce una valida scelta per ottenere un corretto dimagrimento che rispetti gli obiettivi citati ( riduzione della massa grassa , mantenimento-tonificazione della massa muscolare ed incremento del metabolismo basale).

In caso di recupero del peso dopo dieta scorretta , non si ripristinano più le stesse proporzioni perse di massa grassa e massa magra , ma l’incremento del peso è sostenuto da massa grassa. Dopo qualche passaggio ( il classico effetto yo-yo) ci troveremo con il peso uguale alla partenza , ma con una percentuale di massa grassa maggiore.

Un fattore determinante per il mantenimento dei risultati ottenuti grazie ad una dieta dimagrante è quello psicologico. I disordini alimentari psicogeni possono avere molte cause, spesso concomitanti e sovrapposte, ma il cibo in sé non è una di queste. E’ importante capire che un disordine alimentare psicogeno, e cioè  avente una causa psicologica, è solo un sintomo di un complesso sistema di problematiche psicologiche sottostanti che si possono manifestare in comportamenti alimentari disfunzionali per la salute psicofisica. Un disturbo alimentare infatti è spesso la combinazione di fattori predisponenti, scatenanti e cronicizzanti di tipo individuale, socioculturale, famigliare, biologico. Spesso, al termine di una dieta, è facile che riscatti il meccanismo della disinibizione e cioè la perdita della capacità di controllo nell’assunzione del cibo, la difficoltà del gestirla, il senso di colpa e di impotenza che ne conseguono.  Altri processi psicologici che possono spiegare il recupero del peso sono, quindi, la mancanza di abilità nel recuperare l’autocontrollo, obiettivi non realistici, pensieri svalorizzanti, fame emotiva, mancanza di rinforzi, ecc..

Le strategie più valide per non riprendere i  chili  persi sono :

  1. Dimagrire in modo corretto svolgendo, contemporaneamente alla dieta, attività fisica
  2. Durante il mantenimento svolgere regolarmente attività fisica che mantiene e migliora il tono e il trofismo muscolare e migliora il tono dell’umore e l’autostima
  3. Partecipare a gruppi di gestione delle emozioni correlate al cibo, trovando insieme ad altri , con l’aiuto di psicologi formati a questo specifico settore, gli strumenti per affrontare le difficoltà del ritorno all’ autonomia alimentare.
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