Dottor Zanardi Giovanni

Sport e salute

ATTIVITÀ FISICA:  QUANTO SI BRUCIA?

Ogni attività svolta durante la giornata comporta consumo energetico, anche se ci sono attività più redditizie quantitativamente e qualitativamente.  Nel corso di un programma dimagrante l’attività motoria svolge un ruolo molto importante, anche e soprattutto quando si arriva alla fase di mantenimento.

Le abitudini alimentari attualmente diffuse sperano di gran lunga il reale fabbisogno del nostro organismo e conducono inevitabilmente (tranne in coloro che sono “geneticamente” forniti di un sistema metabolico molto dispendioso, riuscendo in tal modo a “bruciare” una grande quantità dell’energia introdotta con il cibo) ad un accumulo dei depositi di grasso, in base al principio secondo il quale in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Il cibo viene scomposto nei diversi principi nutritivi, utilizzato  in parte per scopi energetici e l’eccedenza immagazzinata: un metodo molto “economico” che ci ha permesso di  arrivare numerosi ai giorni nostri attraversando periodi di carestie. Il grasso costituisce la nostra riserva nei momenti di difficoltà, ma mentre i nostri antenati mangiavano quando  riuscivano a procurarsi qualcosa di commestibile, oggi possiamo mangiare in continuazione al solo scopo di provare piacere. L’alimentazione è passata da un atto necessario ad un atto spesso voluttuario. Il risultato è l’aumento progressivo delle persone in sovrappeso e/o obese.

Quanto può incidere l’attività fisica sul consumo energetico quotidiano?  Il metabolismo basale incide per il 60-75%, l’azione dinamica specifica degli alimenti per il 7-13%  (con effetti diversi per i singoli principi nutritivi: i grassi fanno consumare il 5%, carboidrati il 5-10% e le proteine il 10-30%),  l’attività fisica per il 15-30%. Se quindi il MB costituisce una quota fissa dipendente da età, sesso, composizione corporea, altezza e  peso , scegliendo ciò che mangiamo e decidendo se e quanta attività fisica svolgere, abbiamo la possibilità di influire sul destino del nostro peso corporeo.

Ogni attività fisica comporta un suo specifico consumo energetico che si calcola in METS. I METS sono i multipli del consumo energetico a riposo. Se per esempio svolgiamo un esercizio fisico a 5 METS, significa che stiamo consumando 5 volte di più del consumo energetico a riposo.     
Quindi come si calcolano la calorie consumate con l’esercizio fisico?
CALORIE CONSUMATE = METS x peso corporeo (andrebbe calcolata solo la massa magra) x minuti di esercizio svolto / 60.
Facciamo un esempio: se il mio peso corporeo è di 80 kg e cammino per un’ora alla velocità di 5 km/ora (una camminata  a passo medio-svelto), consumo 3 METS, cioè 3 volte quello che consumerei se stessi a riposo.
Quindi quante calorie consumo?
3 mets x 80 kg (per semplicità non facciamo distinzione tra massa magra e massa grassa) x 60 minuti/60 = 240 kcal. Se anziché camminare corro a 8 km/ora consumando 8 METS: 8 x 80 x 60/60 = 640 kcal. Se corro ½ ora naturalmente saranno consumate 320 kcal: attenzione però, perché non servono nemmeno  a smaltire un piatto di pasta di 80 grammi con un cucchiaio di olio e pomodoro.

Questo non significa che svolgere regolarmente attività sportiva non sia utile, perché, al contrario, ci consente di smaltire efficacemente una parte della nostra alimentazione quotidiana contribuendo  a dimagrire (se viene inserita in un regime dimagrante) o a mantenere stabile il nostro peso ( se entra a fare parte delle nostre abitudini di vita), ma la “corsetta”  o la “passeggiatina” non devono diventare un alibi per lasciarci  andare a pasti smodati e non devono farci illudere di potere bruciare tutto quello che abbiamo assimilato durante i pasti.
Nonostante queste considerazioni, l’attività fisica è sempre consigliabile, purchè personalizzata in modo corretto, razionale e con obiettivi chiari, ricordandoci sempre che può incidere per il 15-30% sul nostro consumo energetico quotidiano, costituendo il fattore modificabile più efficiente nel controllare il nostro bilancio calorico.

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