Dottor Zanardi Giovanni

Sport e salute

OBESITA’ INFANTILE A RISCHIO DI TROMBOSI NELL’ETA’ ADULTA

Un bambino obeso nel 50% dei casi lo sarà anche da adulto. E’ l’allarme lanciato da Alt, l’Associazione per la lotta alla trombosi,in relazione agli ultimi dati italiani: un bambino su tre è in sovrappeso e uno  su dieci obeso, con maggiore incidenza al sud (dal 15% di Bolzano al 48% in Campania).Condizioni che predispongono in età adulta allo sviluppo della sindrome metabolica ( ipertensione, obesità viscerale, diabete, fegato grasso), connessa all’alimentazione e alla scarsa attività fisica. Gli esperti raccomandano di non aspettare  ad investire sulla salute, poiché  è sufficiente ridurr sette degli otto fattori di rischio – alcool,ipertensione, obesità , colesterolo alto, glicemia elevata, scarso consumo di frutta e verdura, inattività fisica- da soli responsabili al mondo del 60% delle malattie cardiovascolari, in primis infarto e ictus, per incrementare l’aspettativa di vita di cinque anni.
La prevenzione dei fattori di rischio,però, deve essere precoce. L’obesità infantile si inizia a combattere fin da neonati, favorendo il più possibile  l’allattamento protratto al seno. I vantaggi si avranno per tutte le malattie correlate, prime fra tutte l’aterosclerosi. Nel bambino i depositi di grasso intravascolari sono già presenti, tanto che a 15 anni la metà dei bambini ha lesioni coronariche , anche se iniziali. Lesioni che aumentano con l’età e che aumentano il rischio di trombosi  da adulti.  Ciò avviene perché , specialmente i giovani, assumono troppe calorie da grassi, zuccheri  e cibi conservati che non vengono smaltiti con una adeguata attività fisica. Non basta però un’attività saltuaria, ma la corretta attività fisica deve essere continuativa : 30-40 minuti di attività aerobica , alternata  ad attività di tonificazione muscolare e rinforzo osseo.

Sovrappeso e obesità nei bambini Obesità infantile in Italia

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